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Come LEGO ha prodotto un ritorno del 600% sul costo degli ADV su Facebook

Anche LEGO si è dotato di un chatbot che serve a vendere e convertire, si va bene fare marketing, ma arriva un momento in cui vuoi vendere e convertire in automatico, ecco come ha fatto LEGO.

Si parliamo proprio di LEGO il famoso produttore dei mattoncini colorati, gioia e delizia dei piccoli (e dei meno piccoli) che continuano ad appassionare intere generazioni.

Vuoi sapere come LEGO ha deciso di incrementare le vendite e allo stesso tempo ridurre il costo di conversione di un singolo lead? beh con un chatbot ovviamente.
Lo scopo di LEGO era quello di creare una sorta di configuratore, un sistema che aiutasse l’utente: molto spesso infatti quando si vuole fare un regalo ci si riduce all’ultimo giorno o quasi alla festa di compleanno per ricordarsi di non avere ancora pensato a nulla da regalare… come fare allora? spesso le idee mancano, ecco allora che serve un assistente in grado di guidare l’utente nella scelta del regalo giusto, e portarti poi fino al suo acquisto e alla consegna del prodotto.

La scelta diventa quindi se aprire un intero reparto di assistenza ai clienti tramite chat o un altro sistema veloce e vicino al potenziale cliente, oppure usare la tecnologia e creare un sistema che in automatico svolga le attività di marketing in autonomia.

Cosa pensi che abbia scelto LEGO? Quale scelta faresti tu se volessi aumentare le vendite senza far esplodere i costi di gestione?

LEGO si è affidata alla creazione di un CHATBOT, un sistema automatico che puoi vedere qui (in inglese): https://www.messenger.com/t/LEGO

Come funziona il CHATBOT della LEGO?

Ralph, così si chiama il chatbot, ti dà il benvenuto e si presenta, e inizia chiedendoti alcune informaizoni come il paese di appartenenza, l’età di chi deve riceve il regalo e il budget di spesa. Ecco Ralph mentre ti saluta:

Una volta avuto i tuoi parametri Ralph ti permettere di scegliere il tipo di prodotto che ti interessa in base a dei temi, ad esempio avventura, viaggi, città ecc, e ti propone delle confezioni o dei prodotti che ti potrebbero piacere.

All’utente poi guardare immagini e descrizioni dei prodotti, e una volta trovato il regalo giusto si può aggiungere il prodotto al carrello e completare l’acquisto.

Risultati del CHATBOT della LEGO

I chatbot della LEGO è disponibile in UK, Stati Uniti, Francia, Polonia e Germania.

Per accedere al chatbot e farlo conoscere è stata usata una campagnia Facebook di tipo Click-to-Messenger, che permette di portare il visitatore che clicca sull’annuncio a pagamento direttamente sul bot.

In alcuni di questi paesi dove il chatbot è disponibile LEGO ha registrato un ritorno di 6 volte (600%) rispetto alla spesa per le campagne pubblicitarie. Inoltre il chatbot ha aiutato a ridurre i costi per conversione del 31%, rispetto ad altre azioni pubblicitarie.

Cosa vuol dire questo? la campagna ha fatto conoscere il chatbot, che è piaciuto ed è stato usato dai clienti, senza avere necessità di maggiore personale o altri investimenti in infrastrutture.

Cosa avrebbe potuto fare meglio? Il processo di acquisto avviene direttamente sul sito della LEGO, quindi il visitatore si vede trasportato sul sito, dove potenzialmente può essere distratto, può non gradire il dover concludere l’acquisto su un formato di pagina diverso ecc. Poteva essere più efficace far pagare direttamente il cliente all’interno del CHATBOT, funziona assolutamente disponibile, e poi rimandare il nuovo cliente ad una pagina, anche esterna, per compilare i dati riguardo ricevuta/fattura, spedizione ecc.

Facebook permette di pagare prodotti e servizi direttamente dentro la chat di Messenger

Facebook colma finalmente la più grossa lacuna presente nella sua piattaforma di messaggistica, la possibilità di far pagare prodotti e servizi dall’interno della piattaforma Messenger in modo nativo, senza dover mandare l’utente al di fuori di messenger, così come è stato annunciato dal responsabile della piattaforma Messenger David Marcus sul palco TechCrunch Disrupt SF 2016.

Le informazioni riguardanti le carte di credito inserite dagli utenti di Facebook e Messenger possono essere usate istantaneamente per fare acquisti anche all’interno dei chatbot, prima solo per quelle già abilitate nella modalità beta, e poi tutte le altre, come è già avvenuto dopo la fase di test in esercizio. I bot stanno avendo una crescita esponenziale, è stato rivelato che globalmente 34000 sviluppatori sono entrati nella community di sviluppo e oltre 30000 chatbot sono stati costruiti alla data del 2016, e il numero è poi aumentato esponenzialmente.

Marcus ha rivelato cche per supportare i pagamenti l’azienda ha lavorato (e sta lavorando) con gli operatori più grandi del settore incluso Stripe, PayPal, Braintree, Visa, MasterCard e American Express, per allargare il mercato e le possibilità di conversione.

Durante la presentazione, Marcus ha discusso la crescita di Messenger a 1 miliardo di utenti grazie anche alla migrazione forzata per uscire dalla applicazione principale di Facebook, e della crescita impressionante che i chatbot stanno registrando, e dal loro sempre più frequente utilizzo da parte delle persone che utilizzano la famosa applicazione di messaggistica, ora utilizzata quotidianamente in oltre 200 paesi.

Nello sforzo di mostrare agli utenti di Facebook l’impegno all’impiego e al supporto completo ai chatbot, Marcus ha annunciato che ogni pubblicità, ogni sponsorizzata e ogni elemento di facebook e siti esterni può puntare ad un singolo elemento o dialogo presente nel chatbot, per massimizzare le capacità di condivisione e utilizzo.

Altro aspetto molto interessante è la possibilità di interazione, che non sarà limitata al testo, ma permetterà di costruire web view (visualizzare all’interno della schermata pagine web complete) all’interno della conversazione, al fine di integrare in modo più ricco i contenuti dei diversi chatbot. In questo modo è ora possibile vedere ad esempio una lista di voli, utilizzare e riprodurre diversi tipi di media, o giocare anche a giochi non troppo complessi all’interno della chat stessa.

Questi sono alcuni dei presupposti e delle funzionalità più innovative relative alla piattaforma Messenger versione 1.2, così come era stato annunciato proprio da facebook.

All’interno di una singola chat si riconosce una identità, c’è la possibilità di effettuare transazioni, disegnare interfacce, e anche inserire bottoni nativi e interfacce.

Ha detto Marcus, e stiamo facendo tutto questo per mettere insieme diversi tipi di esperienza di utilizzo all’interno dello stesso media. Ha anche fatto notare che le webview, le pagine web esterne, possono essere precaricate in modo molto veloce, e questo permette un miglioramento significativo delle performance e un miglioramento del caricamento iniziale, senza creare ritardi o allungamenti nel caricamento della conversazione.

Tutti questi cambiamenti aiuteranno i chatbot di Messenger una migliore risposta verso l’utente e una maggiore solidità alla piattaforma, che Marcus stesso ammette non essere stata dimensionata correttamente, almeno all’inizio.

“Il problema è che la piattaforma è stata davvero utilizzata in modo esponenziale molto velocemente”. Le possibilità presenti nella versione base non erano abbastanza buone per rimpiazzare le interfacce delle APP tradizionali.

Dal momento che molti sviluppatori non hanno avuto tempo o risorse sufficienti per costruire i loro bot prima che la piattaforma fosse disponibile live, molti sviluppatori si sono resi conto che i primi bot non erano così migliori sia come aspetto, che come navigabilità, utilizzo e performance, rispetto alle applicazioni tradizionali o alle funzionalità disponibili sulle pagine web tradizionali.

A Marcus è stato chiesto se e quanto verrà detto agli sviluppatori fin dove si spingerà realmente la piattaforma e quali funzionalità offrirà, e lui ha risposto: “rilasceremo tutte le informaizoni in un paio di settimane”.

Marcus ha spiegato che non è affatto facile distribuire e rendere disponibili piattaforme che supportino i bot in modo così intensivo, richiede tempo e allo stesso tempo si voleva dare la possibilità di integrare e permettere lo sviluppo di comunicazione tra i chatbot dalla piattaforma di Messenger verso terze parti e servizi esterni.

Quindi se mentre prima i chatbot erano relegati a funzioni basilari quali mostrare informazioni, comunicare con il visitatore e altre semplici funzioni quali ad esempio inviare news e aggiornamenti, con le nuove possibilità è davvero possibile fare quasi tutto, dal prenotare dei biglietti aerei e hotel, a mostrare itinerari e aiutare davvero chi conversa in modo completo e interattivo all’interno della chat.

Allo stesso tempo Facebook sta fornendo molta più assistenza agli sviluppatori per individuare punti di criticità, per poter costruire una piattaforma sempre più solida e rilasciare allo stesso tempo nuove e interessanti funzionalità.